Durante la mia permanenza di quattro mesi in Sardegna ho avuto modo di conoscere, al di fuori del lavoro che stavo facendo, una regione piena di culture e

tradizioni affascinanti. Oltre alle meravigliose coste e al mare cristallino che ogni anno attirano migliaia di turisti sia dal resto dell’Italia sia da tutta Europa, quest'isola offre un intero territorio di colline brulle e zone aspre e rocciose in cui il senso di smarrimento è tipico per chiunque venga dal “continente” (termine sentito usare di frequente dai locali per riferirsi al resto dello Stivale). E’ proprio in quelle zone, nel mezzo della Gallura, sul Monte Erno per la precisione, che si erge il paese di Pattada. In questo piccolo comune è iniziata la mia scoperta per la Sardegna “autentica”, alla ricerca di un oggetto simbolo della tradizione più antica e profonda della regione: il coltello “Sa Resolza” o più comunemente chiamato, coltello di Pattada.

La sua forma facilmente distinguibile dagli altri coltelli tradizionali lo rende unico nel suo genere. “Resolza” infatti si traduce con il termine “a foglia di mirto” pianta

estremamente diffusa in tutta l’isola, dalle foglie curve e appuntite. Sono tante le storie sul coltello di Pattada: quest’oggetto affonda le radici nel passato più profondo della Sardegna e dei suoi abitanti, dagli utilizzi più pastorali, dove questa lama veniva utilizzata per qualsiasi mestiere manuale e tramandato di

generazione in generazione (esistono coltelli tramandati dalla stessa famiglia da più di 200 anni) fino a diventare uno degli elementi identificativi della triste storia

dell’organizzazione criminale “Anonima Sarda” o “Anonima sequestri” protagonista in prima linea nella cronaca nera italiana degli anni sessanta.

La pattadese è così diventato più di un coltello, un simbolo capace di attraversare in maniera trasversale la storia della Sardegna; sull’isola è estremamente difficile non trovare negozi e boutique che oltre a cartoline, souvenir vari e oggetti tipici della tradizione sarda non abbiano anche un’ampia scelta di “coltelli pattada” Attenzione però, diffidate dalle imitazioni, se siete appassionati e desiderate un coltello originale Pattada sarà estremamente difficile trovarlo al di fuori della cittadella dove viene prodotto.

La mia ricerca mi ha portato a conoscere praticamente tutti gli artigiani che ancora oggi lavorano alla produzione di questo utensile. Di botteghe ancora aperte, delle decine che esistevano fino a pochi anni fa, ne sono rimaste cinque, Canalis, Giagu, Fogarizzu, Careddu e Manca, ciascuna caratterizzata da un proprio stile e tecnica differenti per la realizzazione dello stesso oggetto.

Il simbolo della Sardegna è quindi affidato a questi artigiani e alle loro generazioni, che purtroppo in gran parte non hanno intenzione di continuare la tradizione, destinando quindi questa cultura alla fine dei suoi giorni.